Arte e Cultura

Ruth - Storia di Natale

E' una notte serena con un cielo blu scuro pieno di stelle così vicine che
sembrano toccarti come solo nelle notti d'oriente può accadere.
Ruth non riesce a prendere sonno nella tenda della sua famiglia dove già
dormono il fratello Beniamino di quattro anni e la madre Ester. Ha dieci anni
è poco più che una bambina, ma già le sono state affidate quattro pecore di
cui dovrà avere molta cura; gli animali sono l'unico sostentamento di questa
piccola comunità di pastori nomadi, una quarantina di persone tra uomini,
donne e bambini che si spostano con le greggi alla ricerca di acqua ed erba
per tutto il territorio della Giudea.
Suo padre David è nella tenda comune a parlare e discutere con gli altri uomini del gruppo.
David è un nome importante per gli ebrei, il nome di un grande re da cui discenderà il
Messia. Così le ha insegnato il vecchio che nei momenti di sosta racconta ai bambini la
storia della loro gente.
E' irrequieta. Una delle sue pecore è prossima a partorire e Ruth decide di uscire per andare
a controllare. Indossa leggeri sandali di cuoio, una tunica di tessuto grezzo e si copre le
spalle e la testa con un panno di lana per ripararsi dal freddo della notte stellata.
Sta per prendere una torcia, ma si accorge che il cielo è rischiarato dalla luce di una stella
luminosissima puntata verso est con una coda più bella ed evanescente dei veli delle
danzatrici del tempio.
Nel recinto le pecore sono tranquille, ma un agnellino appena nato bela flebilmente in cerca
della madre.
Le voci concitate degli uomini usciti dalla tenda comune attraggono la sua attenzione;
discutono sulla notizia portata da un giovane vestito di bianco che li invita a recarsi nella
vicina piccola città di Betlemme dove in una grotta è nato un bambino, il tanto atteso
Messia.
Ai bambini è proibito ascoltare i discorsi dei grandi e Ruth si nasconde mentre David ed
altri tre pastori con acqua, pochi viveri e vestiti pesanti decidono di andare, anche se sono
incerti e conoscono poco il cammino da seguire.
Ruth si avvicina al recinto, prende in braccio l'agnellino, lo copre con il lembo della sua
coperta e segue gli uomini che non hanno portato le torce perché la stella illumina il loro
cammino; avanza a piccoli passi incurante degli sterpi che le feriscono i piedi, riparandosi
dietro i rari cespugli rinsecchiti perché teme il castigo del padre.
Dopo un lungo cammino in mezzo ad un ammasso di pietre s'intravede una grotta, forse
un rifugio di animali. I pastori incerti sul da farsi sostano sull'ingresso. David si accorge
della presenza della figlia e vorrebbe sgridarla perché è partita senza permesso portando
con sé addirittura un agnello appena nato, ma lei lo guarda con occhi grandi e pieni di
coraggio. La stringe a sé senza dire niente ed entrano insieme.
Sullo sfondo del rifugio un bue ed un asino con il loro fiato mitigano il freddo penetrante;
nella mangiatoia un neonato avvolto in povere fasce e adagiato sulla paglia non piange e
gira verso i presenti uno sguardo profondo che colpisce il cuore.
Di lato un uomo anziano è proteso in atteggiamento protettivo verso il bimbo e verso una
giovane donna assorta, forse presaga di fatti straordinari e dolorosi.
Ruth passa davanti agli uomini, depone il suo agnellino accanto al bimbo e guarda con
tenerezza materna le due creature, mentre le gambe si piegano.
E' felice, è arrivata in un posto che ha sempre cercato senza saperlo.
Questa è la storia di Ruth piccola donna coraggiosa che, seguendo il suo istinto, per prima
si è inginocchiata davanti al Salvatore del mondo.