Videoteca Virtuale

1918 - 26 luglio - Arrivo dell'esercito americano a Villafranca

Autore: Passarelli Giuseppe

Il video che presentiamo è un eccezionale filmato d'epoca realizzato dalle truppe americane di stanza in Italia durante la prima guerra mondiale. Si tratta di un documento con immagini straordinarie del Nord Est italiano, fino a poco tempo fa inedite.
Grazie alla collaborazione tra la Cineteca del Friuli, l'Istituto Luce e il Museo Storico di Trento, le pellicole sono state ritrovate negli Stati Uniti presso lo Smithsonian Institution e la Library of Congress. Erano corredate dalle schede di catalogazione dell'epoca, cosa che ha permesso di identificare con certezza luoghi, date e personaggi rappresentati nelle riprese. I filmati servivano come base dei video-giornali che gli americani proiettavano per sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto stava sucedendo in Europa. Nelle riprese furono utilizzate metodiche all’avanguardia come l’utilizzo di una macchina da ripresa montata su un mezzo militare per poter videoregistrare i reparti in movimento e le sfilate, come quelle lungo corso Garibaldi a Villafranca di Verona.
Il 7 maggio 2015 un U-Boot 20 tedesco affondò con due siluri il transatlantico inglese Lusitania, durante il suo normale percorso da New York a Liverpool, al largo dell’Irlanda.
Delle 1200 vittime, 123 erano cittadini americani. L’indignazione internazionale fu immensa, e i tedeschi si giustificarono sostenendo che la nave trasportava anche armamenti destinati all’Inghilterra.
Le proteste dell’opinione pubblica internazionale e soprattutto degli Stati Uniti furono così decise da spingere i comandi tedeschi ad interrompere la campagna di guerra sottomarina indiscriminata.
L’entrata in guerra degli Stati Uniti del 6 aprile 1917, fu conseguenza dell’affondamento della Lusitania, mettendo così a disposizione del fronte alleato l’enorme capacità produttiva americana, promettendo perciò una svolta nel conflitto che viveva un momento di stasi, più favorevole agli Imperi Centrali
Lo sforzo bellico americano infatti fu interamente rivolto al fronte occidentale, considerato più in difficoltà rispetto al fronte italiano secondario e comunque più stabile.
Il solo contributo statunitense verso il fronte italiano nel 1917 fu l’addestramento di piloti americani al bombardamento notturno, svolto nella scuola di Foggia (dove furono addestrati oltre 400 piloti, quasi tutti poi destinati al fronte occidentale) e nella primavera del 1918 la formazione di una cinquantina di piloti nella Scuola Idrovolanti della Marina di Bolsena. Da qui si arrivò alla successiva creazione di una squadriglia autonoma composta da solo personale americano (in sostituzione di quello italiano della 263 squadriglia) istituendo, il 24 luglio 1918, una U.S. Naval Air Station nella base idrovolanti di Porto Corsini a Ravenna, (peraltro con mezzi e materiali italiani). Si registra in questa fase la presenza di volontari come i “Giovani Poeti” tra le cui fila collaborarono molti scrittori americani e Ernest Hemingway (futuro autore di Addio alle armi in cui racconta l’esperienza del loro impiego come autisti di ambulanze e come personale di supporto alla Croce Rossa, nella sussistenza e presso le “Casa del Soldato” gestite dalla YMCA (Young Men’s Christian Association – Associazione Cristiana dei Giovani, fondata il giugno 1844).
Il 26 giugno 1918 fu scelto un Reggimento in quel momento in attesa di addestramento a Donnemarie in Francia, a 90 km da Parigi: il 332esimo della 83esima divisione, composto principalmente da militari provenienti e formatisi nello Stato dell’Ohio, a Camp Sherman; assieme ad esso, anche il relativo reparto ospedaliero, il 331esimo, per un totale di 4000 uomini e 125 ufficiali al comando del colonnello William Wallace per essere inviato sul fronte italiano. La partenza fu fissata per il 25 luglio 1918 con arrivo a Villafranca di Verona il giorno seguente.
Giunto a Villafranca di Verona (tra il 26 e il 29 luglio), dopo i soliti festeggiamenti, il Reggimento fu dislocato prima in quattro sedi diverse, quindi, non piacendo tale sistemazione al colonnello Wallace, fu riaccorpato in un accampamento vicino a Valeggio s/M. Qui iniziò il proprio addestramento guidato dalla Compagnia Arditi agli ordini del maggiore Allegretti. L’attività militare fu funestata da un incidente il 13 settembre: una granata di mortaio esplose durante l’esercitazione all’interno di una trincea affollata. Morirono 4 soldati ed un ufficiale e più di 40 uomini rimasero feriti, alcuni dei quali (tra cui un tenente colonnello) posero fine alla loro carriera militare con questo incidente.
Il Reggimento prese parte alle operazioni di guerra il 31 ottobre passando il Piave alle grave di Papadopoli (isola sul fiume Piave e nei comuni di Maserada e Cimadolmo in provincia di Treviso formatasi nel 1882 a seguito di un’alluvione) come retrovia dell’Armata inglese. Attraversò Vazzola, soggiornò a Gaiarine e nel pomeriggio del 3 novembre arrivò sulle rive del Tagliamento, a Ponte della Delizia.
Al Reggimento fu ordinato di avanzare il più possibile dato che i nuovi confini italiani sarebbero stati definiti in base all’avanzamento delle truppe sul territorio. Il Reggimento, a tappe forzate, arrivò a Cormons (primo paese dell’Impero Austro-Ungarico) il 12 novembre. Nel frattempo il secondo Battaglione era stato destinato nel Cattaro per controllare le tensioni in atto tra Serbi e Montenegrini, mentre il terzo Battaglione veniva assegnato a Fiume per compiti di polizia. Il resto del Reggimento rientrò a Treviso il 24 novembre.
L’11 febbraio 1919 il Reggimento, riunito con il secondo e terzo Battaglione, fu trasferito a Genova da dove partì il 29 marzo 1919 per gli Stati Uniti.
Il Reggimento fu sciolto tra il 2 e il 3 maggio 1919 a Camp Sherman, con il congedo di tutti i suoi effettivi. Alla fine del conflitto le perdite totali ammontarono a un morto e sette feriti in combattimento, cinque morti e quaranta feriti in addestramento, più una quarantina circa di decessi per malattia (principalmente per la così detta “influenza spagnola”).