Videoteca Virtuale

1933 - Film Villafranca

Autore: Passarelli Giuseppe

Girato negli stabilimenti “Fert” di Torino tra il 1932 e il 1933.
Le riprese di alcuni interni furono invece effettuate nel Palazzo Reale e nel Palazzo Madama di Torino, Teatro Regio e Teatro alla Scala. Tratto dal dramma omonimo di Giovacchino Forzano e Benito Mussolini, uscì nelle sale il 19 gennaio del 1934. E’ la cronaca delle vicende storiche che hanno segnato la fine della II Guerra d'indipendenza: dalla storica seduta del Parlamento subalpino, il 10 gennaio 1858, con l'intervento di re Vittorio Emanuele II e gli incontri del sovrano con il conte di Cavour, fino alla pace di Villafranca di Verona dove l’11 luglio 1859, per iniziativa di Napoleone III, venne stipulato l'armistizio tra gli Austriaci e i Franco-Piemontesi, cui seguì, nel novembre dello stesso anno, il Trattato di Zurigo che pose definitivamente fine al conflitto.
In mancanza delle copie originali del filmato di Forzano, che, per quanto cercate e rincorse in ogni dove, non è stato possibile reperire, nella clip ci è parso opportuno proporre le immagini della nostra Cittadina come certamente la vide chi si trovò a visitarla durante le riprese del Film e alcune foto di scena della troupe del Forzano, gentilmente messe a disposizione dalla signora Luisa Zorzi.


Regia: Giovacchino Forzano
Fotografia: Ubaldo Arata, Mario Albertelli, Reimar Kuntze, Augusto Tiezzi, Giovanni Vitrotti
Montaggio: Giacinto Solito - Mario Bonotti
Musiche: Antonio Cantù - Mario Peragallo
Scenografia: Antonio Valente - Savino Fino
Costumi: Celestino Magliolo


PERSONAGGI
- NAPOLEONE II, imperatore dei Francesi (Enzo Biliotti)
-VITTORIO EMANUELE II di Savoia (Annibale Betrone)
- CAMILLO BENSO, conte di Cavour (Corrado Racca)
- CLOTILDE DI SAVOIA, Principessa (Pina Cei come Pia Torriani)
- MICHELANGELO CASTELLI, Senatore (Giulio Donadio)
- CANONICO GAZELLI, confessore Savoia (Alberto Collo)
- MARCH. BIRAGO DI VISCHE, Deputato (Giulio Oppi)

Altri: Gustavo Conforti ,Valentino Bruchi,Vasco Brambilla, Edoardo Toniolo, Felice Minotti , Isora Cardinali, Nino Bellini, Guido De Monticelli, Edoardo Biraghi, María Denis, Ernesto Marini, Carlo Dusee, Celio Bucchi, Mario Ferri.


RASSEGNA STAMPA:
Filippo Sacchi , nel Corriere della Sera del 20 gennaio 1934
« Apparentemente se c'era un caso che giustificava la trasposizione letterale sullo schermo di un'opera di teatro era questo, in cui non soltanto la concatenazione delle vicende, ma le battute stesse del dialogo erano dettate dalla storia.Pure, anche nei limiti prefissi, siamo convinti che sarebbe stato possibile dare a questa vasta e pittoresca materia una maggiore elaborazione cinematografica...Nell'intento di arrivare a questa elaborazione, Forzano ha avuto la lodevolissima cura di andare a girare i più significativi episodi del dramma nei loro sfondi autentici. Purtroppo vi ha collocato personaggi presi tali e quali dal palcoscenico, con gli stessi gesti, le stesse inflessioni, si direbbe le stesse truccature, e il contrasto della convenzione scenica sovrapposta al dettaglio reale, non fa che far sentire più vivo l'artificio di quella... »
Mario Gromo in “La Stampa” del 20 gennaio 1934
«...Le grandi figure rievocate da questo dramma fanno balzare il periodo più eroico e leggendario del nostro Risorgimento; e soltanto con il loro apparire determinano entusiasmo e commozione.
...II film non vuole ricorrere soltanto a valori cinematografici puri, dà il massimo rilievo ai dialogati e alla battuta, ne fa sovente l'elemento predominante, che è un'altra sana, vasta, importante opera di esaltazione nazionale, dal Forzano compiuta con una lena dall'ampio respiro.
II rievocare momenti della nostra più recente e gloriosa storia è compito altissimo; e un film che a questo compito s'ispirasse doveva essere tenuto in toni volutamente popolari, in un'atmosfera leggendaria e familiare insieme....
La cura e lo scrupolo dedicati alla messinscena di “Villafranca” sono davvero esemplari, soprattutto per quel che riguarda ambienti e sfondi. L'obiettivo che si sposta per i saloni del Palazzo Reale ci fa assistere a una serie d'interni assai rari da scorgere in qualsiasi film, dall'Armeria alla sala del trono, specialmente nella sequenza che accompagna la principessa Clotilde alla preghiera. L'uscita del conte, in carrozza, per recarsi a palazzo, ha il sapore d'una stampa dell'epoca; e il lungo "carrello" aereo, d'una trentina di metri, che parte dalla ribalta del Regio e giunge alla balaustra del palco reale, per l'ambiente nel quale procede, per il momento che vuole ricordare, e davvero memorabile negli annali del nostro cinema...
Il film interrompe finalmente la serie delle melense commediole che pareva dovessero essere quasi un monopolio della nostra cinematografia; ed è anche, tecnicamente, un'impresa che impensierirebbe qualsiasi agguerrito e potente produttore.»