Ti presento Sommacampagna

Sommacampagna è una ridente cittadina ai margini della zona morenica del lago di Garda, a ridosso del comune di Verona e confinante inoltre con Villafranca di Verona, Valeggio s/M e Sona. Potremmo chiamarlo un Comune a diffusione abitativa in quanto l’antropizzazione ha creato nel tempo diverse località: Accademia, Bagolina, Balconi Rossi, Belvedere, Betlemme, Brognol, Cappello, Casazze, Caselle, Ceolara, Cesarina, Coa, Coramar, Custoza, Fredda, Ganfardine, Gasparina, Gorgo, Madonna Monte, Montegodi, Palazzo-Rezzola, Pantina, Pirlar, Poiane, Rampa, Sarcè, Siberie, Terruia, Zerbare: fra cui si distinguono tre nuclei principali, Caselle, Custoza e Sommacampagna centro. L’occupazione principale è rappresentata dall’agricoltura, ma con forti impegni nell’ambito imprenditoriale artigianale e del terziario avanzato.

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Fa da crocevia a una ricca e prestigiosa rete stradale a carattere nazionale ed europea, non tralasciando la ferrovia Venezia Milano e il prospiciente aeroporto cittadino Valerio Catullo che la mette in comunicazione a livello internazionale. Il suo suolo ha restituito, a più riprese, rinvenimenti dell'età del Bronzo, ma molto più d’epoca romana e medievale.


I ritrovamenti archeologici dell’età del Bronzo ci fanno presumere insediamenti nella zona già in epoca preistorica. Un’ara votiva, con i nomi dei consoli Lentulo e Norbano, scoperta durante i lavori di restauro della Pieve di Sant’Andrea (sec. XI d.C.), ci testimonia che nel 38 a.C. fu eretto nel luogo un tempio dedicato a Leituria o Diana.  Furono scoperti anche ruderi del tempio dedicato a Minerva, di probabile età augustea, sui quali sorse più tardi la chiesa di S. Pietro (scomparsa nel 1825), da cui prese il nome l’odierna località San Pierino. Ciò è segno della romanizzazione di un centro già di per sé importante; si ritiene che Sommacampagna, nell’età imperiale, fosse un vicus in felice posizione climatica e strategica, a ridosso delle importanti strade romane Gallica e Postumia. Pieve di S.Andrea e il Centro urbano di Sommacampagna. Numerosi, nei secoli, furono i passaggi di eserciti e quindi l’a4rrivo dei: Celti,  Romani, Unni, Longobardi, Franchi, fino alla sottomissione al re d’Italia Berengario, che fece costruire un castello in posizione alta, dominante la pianura, attuale sede della chiesa di San Rocco, ma per molti secoli fu la piazza pubblica dove si riuniva la “Vicinia” e si sbrigavano gli affari più importanti.
In una pergamena del 930  che testimonia la donazione di una corte con alcuni terreni di un certo Kildoino, di nazionalità Longobarda, al potente Monastero di San Zeno di Verona, troviamo per la prima volta il nome Summacampania, (o Summa Campanea); in un'altra del 1035, si parla della Pieve di Sant’Andrea, probabilmente importante punto di riferimento per la campagna veronese e la bassa area morenica, centro spirituale e di intensa attività economica. Proprio attorno alla Pieve sorgevano, alle origini del Feudalesimo, le prime abitazioni. Il terreno, morenico, era privo di acqua, da cui le antiche espressioni “vico sico” e “sicca campanea”. Nel passaggio dal Feudalesimo all’età Comunale, Sommacampagna rimase legata alla vita feudale del castello, della “curtis” e della Chiesa. Di questo periodo, anno 1145, è la bolla di Papa Eugenio III ove viene citata la Pieve di S. Andrea di Sommacampagna. Del marzo 1185 è il primo documento che accenna a Custoza. Secondo la leggenda di Tommaso da Celano, nel 1220 passò da Sommacampagna San Francesco d’Assisi, il quale presso l'oratorio di Santa Maria da Monte (ora Madonna di Monte) costruì una prima comunità di frati minori. Sotto la dominazione degli Scaligeri, nel 1342, sui colli di Custoza venne costruito un castello in una contrada adiacente l’osteria Bella Vista. Nel 1406 Custoza è registrata in un libro della Camera fiscale di Verona, per il pagamento del dazio su vino, carni e bestiame. Il feudo di Custoza, a quell’epoca era di proprietà di Andrea degli Specchi di Verona, detto “il Formaggiaio (Formaieris)”, al quale subentrò Martino Faenza, cui spettò dopo il vicariato della zona. Nel 1436 Francesco Gonzaga occupò anche i territori di Sommacampagna e Custoza e due anni dopo si abbattè sulla zona il flagello della peste. Nel 1500 Sommacampagna e Custoza svilupparono la coltivazione dei gelsi e il commercio della lana e della seta. Nel 1535 la parrocchia di Custoza si stacca da S. Andrea di Sommacampagna.
Nel 1585 a Sommacampagna risultavano 2371 campi, di cui 474 destinati a pascolo, che furono divisi tra tutti gli abitanti del paese, in quota doppia ai maschi rispetto alle femmine. Nel 1630 anche la popolazione di Sommacampagna fu colpita dalla peste, con 464 morti su 1450 abitanti; nel 1673 la popolazione era di 700 abitanti. Nel 1617 nacque la frazione Caselle quando il benefattore Angelo Brighenti fece erigere una chiesetta che, ingrandita, divenne poi oratorio della rettoria. Nel settecento ai vecchi nobili si affiancarono alcune famiglie veronesi di nuovo insediamento, che costruirono sul territorio lussuose residenze, esistenti ancora oggi. Nel periodo napoleonico, nell’ambito di una forte depressione economica, il mercato era rappresentato solo dai bachi da seta e dall’artigianato dell’abbigliamento ed il paese soffriva di un forte isolamento. Da una carta topografica dell’epoca, infatti, risultano solo una dozzina di isolati su un’area di circa mezzo chilometro quadrato.
Nel 1814 ritornarono gli Austriaci e l’amministrazione del paese era condotta da un’assemblea di 30 possidenti. In questo periodo fu costruito il tratto della ferrovia Milano-Venezia. Il territorio, in particolare la frazione Custoza, fu interessato nel Risorgimento dalle battaglie delle guerre d’indipendenza del 1848, del 1859 e del 1866. A ricordo di questo periodo e di quanti persero la vita nelle guerre rimangono:
- l’Ossario (1879)
- l’obelisco della Cavalchina
- il monumento ai caduti di Monte Croce
- la leggendaria casa del Tamburino Sardo.


Dopo l’unità d’Italia, negli ultimi anni del XIX secolo e nei primi decenni del novecento la situazione economica e sociale era caratterizzata dal predominio di famiglie di possidenti; ma la successiva distribuzione della terra a piccoli proprietari e mezzadri e le possibilità di lavoro da braccianti evitarono i fenomeni di emigrazione.
Nel periodo fascista si svilupparono i calzaturifici ed ebbe impulso l’edilizia rurale e popolare, si sviluppò anche l’agricoltura e nacquero i primi consorzi frutticoli.
Nel dopoguerra si ebbe un gran boom industriale, che trasformò il ritmo di vita degli abitanti e la parte pianeggiante del territorio, accompagnato da una vera esplosione demografica ed edilizia, favorita dagli insediamenti industriali ed artigianali, dalla realizzazione dell’Aeroporto militare, dall’apertura del casello autostradale dell’autostrada Serenissima (1960) seguita dall’autostrada del Brennero (1966), dalla nuova dogana (1970).

Di particolare interesse sono le seguenti Ville e Palazzi
 Cà Zenobia
 Villa Bocca Trezza, detta "Mille e una Rosa"
 Villa Campostrini, detta "La Decima"
 Villa della Vecchia
 Villa Masi
 Villa Ottolini Pignatti Morano (a Custoza)
 Villa Ravignani
 Villa Venier, detta "La Bassa"
Chiese e altri edifici religiosi sommacampagnesi
 Pieve Romanica di Sant'Andrea (X secolo)
 Chiesa parrocchiale San Pietro in Vinculis (a Custoza)
 Chiesa parrocchiale dell'Immacolata e di Sant'Andrea Apostolo
 Chiesa parrocchiale del Redentore (a Caselle)
 Chiesa di San Rocco al Castello
 Chiesa della Madonna della Salute
 Chiesa della Madonna del Monte (XIII secolo)